1. Kabazaiku

Oggetti d'arte in corteccia di ciliegio: Kabazaiku

Kakunodate è un'antica città feudale situata nel cuore della regione di Akita, nel nord del Giappone. Il paesaggio cittadino è rinomato per la fioritura dei suoi numerosi ciliegi piangenti e dei somei yoshino (fiori di ciliegio). Gli artigiani di Kakunodate creano oggetti d'arte con la corteccia del ciliegio di montagna, chiamati kaba zaiku. Si ritiene che la parola "kabazaiku" derivi da un lungo poema della raccolta di poesie giapponesi Manyoshu, in cui i ciliegi di montagna venivano descritti come "kaniha", termine che in seguito si trasformò in "kaba". La corteccia finemente lavorata e lucidata è chiamata "muji kawa", mentre la corteccia con la sua forma originale è chiamata "shimofuri kawa". Più questi oggetti vengono utilizzati nella vita quotidiana, più il loro colore diventa vibrante e conserva la lucentezza del ciliegio di montagna.

2. Yamagata Imono

La fontana di Yamagata

Molti dei chagama (grandi teiere in ghisa) essenziali per la cerimonia del tè vengono prodotti a Yamagata. Si narra che l'arte della ghisa si sia sviluppata a Yamagata a metà del periodo Heian (794-1185) grazie ai fabbri al servizio dell'esercito, che cercavano un materiale leggero e maneggevole. Fu proprio a Yamagata che trovarono l'argilla e i minerali adatti a tale produzione. Caratterizzata da una finitura straordinariamente liscia ed elegante e da una forma regolare, la ghisa di Yamagata viene utilizzata per forgiare vasi, teiere, calderoni e oggetti decorativi di pregio.

3. Wajima Nuri

Lacca Wajima

Caratterizzata da strati di lacca applicati successivamente a mano e dalla bellezza delle sue intricate decorazioni, talvolta intarsiate con madreperla e finiture in oro note come "maki-e", la lacca Wajima viene prodotta nell'omonima città nella prefettura di Ishikawa, ed è considerata una delle più pregiate di tutto il Giappone. Uno strato di argilla fossilizzata (chinoko) viene applicato sotto la lacca, garantendone la durata. La creazione della lacca Wajima richiede un lavoro manuale meticoloso, con oltre 20 operazioni diverse prima dell'applicazione della lacca e tra 75 e 124 passaggi in totale fino al completamento del prodotto finito. Oltre ai servizi da tè, con questa tecnica si producono ciotole, vassoi e numerosi altri oggetti di uso quotidiano.

4. Echizen shikki

Laque d'Echizen

La laccatura Echizen è un'arte tradizionale originaria della città di Sabae, nella prefettura di Fukui, risalente al VI secolo (fine del periodo Kofun), il che la rende la più antica tecnica di laccatura del Giappone. Le sue caratteristiche distintive sono la durabilità, ottenuta grazie a una laccatura rapida e sapiente, i riflessi luminosi e le ombre profonde, e una sfarzosità che si addice a oggetti eccezionali. Nel corso del tempo, le tecniche di laccatura Echizen si sono diversificate per soddisfare le esigenze della produzione su larga scala: oggi, l'80% delle lacche giapponesi proviene da Echizen, e alcuni pezzi mostrano uno stile nuovo e più avanguardistico.

5. Mino-yaki

Ceramiche Mino

Sebbene la sua storia risalga al VII secolo, si dice che proprio l'assenza di un'unica caratteristica o stile identificabile sia ciò che definisce la ceramica Mino-yaki. In effetti, la ceramica Mino comprende una vasta gamma di stili, con oltre 15 stili riconosciuti. Come il Kiseto (seto giallo), il Setoguro (seto nero), l'Oribe e lo Shino-yaki, questa diversità di stili si è sviluppata durante il periodo Azuchi-Momoyama (1573-1603), e le numerose opere prodotte, considerate di alta qualità, furono incorporate negli elementi essenziali della cerimonia del tè. Più in generale, è l'espressività nella fluidità degli smalti e nelle linee curve e irregolari che conferiscono allo stile Mino-yaki il suo fascino e la sua unicità.

6. Seto-yaki

Ceramiche e porcellane Seto

Il Mare Interno di Seto, con la sua abbondante argilla di alta qualità, produce ceramiche e porcellane riccamente smaltate da oltre mille anni, in uno dei sei più antichi siti di produzione ceramica del Giappone. Essendo la principale regione produttrice del paese, il termine stesso Seto-mono (letteralmente "cose di Seto", "oggetti di Seto") è diventato sinonimo di ceramica in generale per i giapponesi, tanto che si dice che non ci sia nulla che non si possa produrre a Seto.

7. Tokoname-yaki

Ceramiche di Tokoname

La città di Tokoname si trova nella penisola di Chita, nella prefettura di Aichi, nota per il suo clima mite e la sua ricca bellezza naturale. La ceramica di Tokoname viene ancora prodotta in fornaci riconosciute come tra i sei siti di produzione ceramica più antichi del Giappone, e le sue tecniche di lavorazione si tramandano dal Medioevo. È considerata la più antica di queste sei località (Echizen, Seto, Shinano, Shigaraki, Tamba e Bizen). Grazie alla qualità dell'argilla e alle tecniche avanzate utilizzate per realizzare le teiere kyūsu, in Giappone si dice che chiunque possa preparare un'ottima tazza di tè con una teiera di Tokoname.

8. Takayama

Chasen de Takayama

Il chasen, o frusta per matcha, è uno strumento essenziale per la preparazione del tè matcha. Si tratta di un oggetto artigianale realizzato con tecniche tradizionali tramandate da oltre cinque secoli, risalenti al periodo Muromachi (1336-1573). Ancora oggi, oltre il 90% dei chasen viene prodotto nel villaggio di Takayama, situato nel comune di Ikoma, nella prefettura di Nara, soprannominato "il villaggio dei chasen".
Durante il processo di lavorazione, il bambù raccolto in inverno viene privato della sua resina, lasciato asciugare alla luce naturale e poi finemente tagliato con una lama per creare pistilli lunghi e sottili, con una lunghezza all'apice compresa tra 30 e 70 micrometri. Tutte le fasi vengono eseguite con cura a mano. Il chasen viene quindi fissato con un filo alla base dei pistilli, seguito dalle rifiniture finali, tra cui la regolazione dei pistilli stessi. Nella sola Takayama esistono oltre 100 tipi di chasen, il cui numero di pistilli (o steli), la forma, i materiali utilizzati e gli usi variano a seconda delle scuole di cerimonia del tè o del tipo di matcha prodotto (ad esempio, il tè leggero usucha o il tè denso koicha).

9. Kyo Yaki

Ceramiche di Kyoto

È opinione diffusa che la storia della ceramica Kyōyaki risalga all'antico Giappone, ma sarebbe più corretto affermare che si è affermata come stile distinto a partire dal periodo Azuchi-Momoyama fino all'inizio del periodo Edo (dal XV all'inizio del XVII secolo). Questo periodo coincise con un incremento della produzione di ceramiche e oggetti legati al tè, connesso all'ascesa della cerimonia del tè in Giappone. Kyoto era allora la capitale e il centro culturale del paese, attirando tutti gli artigiani più rinomati, che portarono con sé le proprie tecniche e sensibilità estetiche. Creazioni diverse e originali, ma sempre raffinate, furono quindi il segno distintivo dello stile Kyōyaki. Ancora oggi, sia la tornitura che la smaltatura vengono eseguite a mano con la caratteristica finezza dell'antica capitale, che conserva tradizioni e tecniche secolari.

10. Karatsu Yaki

Ceramiche Karatsu

La ceramica Karatsu viene prodotta nel Kyushu settentrionale, a cavallo tra le prefetture di Nagasaki e Saga. Il suo fascino risiede nella semplicità e nella raffinatezza rustica, che evoca il dolce calore della terra, così come nella varietà dei motivi decorativi. Molti oggetti in ceramica, tra cui servizi da tè, vengono realizzati nello stile Karatsu-yaki fin dal XVI secolo. Si dice che, mentre l'80% del lavoro è svolto dal vasaio, il restante 20% sia responsabilità dell'utilizzatore. Pertanto, l'oggetto è veramente completo solo dopo il suo primo utilizzo in cucina o per preparare il tè, incarnando il principio di "yō no bi", ovvero la bellezza nell'uso e nell'usura.