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Bol à matcha / Satsuma Jukan Chin 14eme "Akikusa"

Bol à matcha / Satsuma Jukan Chin 14eme "Akikusa"

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C'è una corrispondenza: motivo a base di erbe auto
Chin Jukan XIV: Satsuma-yaki

Questa ciotola da matcha proviene dal prestigioso laboratorio Chin Jukan, una delle più antiche e rinomate fornaci di Satsuma-yaki, situata a Kagoshima. La stirpe Chin risale a Chin Tōkichi, il primo con questo nome, un maestro vasaio coreano deportato in Giappone nel 1598 durante la seconda spedizione coreana di Toyotomi Hideyoshi. Originario di un'illustre famiglia della regione di Gyeongsangbuk-do, fu portato a Satsuma dal signore Shimazu Yoshihiro. Da questa migrazione forzata nacque una delle più raffinate tradizioni ceramiche del Giappone: la Satsuma-yaki.

Stabilitisi nel villaggio di Naeshirogawa, i ceramisti coreani svilupparono tecniche uniche, adattando i materiali locali alle loro conoscenze ancestrali. Il dominio di Shimazu concesse loro uno status speciale: poterono conservare i propri nomi e costumi, godendo al contempo della protezione del dominio stesso. Questo ambiente eccezionale permise alla famiglia Chin di tramandare la propria arte ininterrottamente per oltre quindici generazioni.

Tra questi, il dodicesimo, Chin Jukan (1835–1906), ha segnato profondamente la storia della ceramica Satsuma-yaki. Direttore delle fornaci ufficiali del clan Satsuma alla fine del periodo Edo, portò questo stile ceramico alla ribalta sia in Giappone che all'estero. Nel 1873, espose una coppia di vasi monumentali, alti quasi 1,80 metri, all'Esposizione Universale di Vienna, dove ricevettero un'accoglienza trionfale. Da allora, "Satsuma" divenne sinonimo di ceramica giapponese in tutto il mondo. Artista intransigente, si rifiutò di conformarsi ai gusti occidentali, mantenendo nelle sue opere la più pura estetica giapponese.

I suoi successori hanno perpetuato questo spirito. Il tredicesimo Chin Jukan ha consolidato la tradizione di fronte agli sconvolgimenti del XX secolo, mentre il quattordicesimo Chin Jukan (1923-2004) ha riaffermato l'identità del Satsuma-yaki sulla scena internazionale, ricevendo in particolare la Medaglia d'Onore Culturale dalla Repubblica di Corea per il suo ruolo nel promuovere il riavvicinamento artistico tra Giappone e Corea. Oggi, il quindicesimo Chin Jukan continua questa tradizione, conciliando eredità e modernità.

La ciotola qui presentata illustra la delicatezza e la profondità simbolica della tecnica Satsuma-yaki. La sua decorazione raffigura erbe autunnali (akikusa), un motivo classico della poesia giapponese. Le sette piante associate all'autunno – kikyō (campanula), hagi (lespedeza), omenaeshi (patrinia), nadeshiko (garofano selvatico), kuzu (kudzu rampicante), susuki (erba della pampa) e fujibakama (eupatorio) – evocano la malinconia e la bellezza effimera delle stagioni. In questa ciotola, questi motivi sono resi con squisita finezza: gli steli dorati, i petali delicati e le sottili gradazioni di colore richiamano le opere più raffinate dello stile Shiro Satsuma, caratterizzato dall'argilla color avorio e dai dettagli dorati.

Unendo rigore tecnico, eleganza decorativa e profondità simbolica, questa ciotola incarna lo spirito del Satsuma-yaki: una bellezza al contempo fragile e luminosa, radicata in quattro secoli di storia.

Ciotola da matcha — Motivo di erbe autunnali
Chin Jukan XIV: ceramica Satsuma

Questa ciotola da matcha è stata realizzata presso la storica fornace Chin Jukan di Kagoshima, una delle più antiche e rinomate tradizioni ceramiche del Giappone. Le origini della famiglia risalgono a Chin Tōkichi, un maestro ceramista coreano giunto in Giappone nel 1598 durante la seconda campagna di Toyotomi Hideyoshi in Corea. Discendente da una famiglia aristocratica della provincia di Gyeongsang, Chin Tōkichi e altri artigiani furono portati a Satsuma dal signore Shimazu Yoshihiro. Dalla loro arte nacque l'elegante e inconfondibile ceramica di Satsuma, che fonde la maestria coreana con l'estetica giapponese.

Protetta dal dominio di Shimazu, la famiglia Chin ha mantenuto la propria lingua e le proprie tradizioni, perfezionando al contempo la propria arte ceramica per oltre quindici generazioni. Tra questi, Chin Jukan XII (1835-1906) ha portato la ceramica Satsuma alla fama internazionale. Come capo della fornace del dominio, espose opere monumentali all'Esposizione Universale di Vienna del 1873, dove i suoi vasi alti quasi due metri affascinarono l'Europa. La sua maestria nell'intaglio a traforo e nel rilievo gli valse numerosi premi, eppure rimase fedele al gusto giapponese, senza mai cedere alle mode straniere.

Le generazioni successive ne hanno continuato l'eredità. Chin Jukan XIII ha guidato la fornace attraverso i difficili primi anni del XX secolo, e Chin Jukan XIV (1923-2004) ha rivitalizzato il riconoscimento globale delle ceramiche Satsuma, ricevendo la Medaglia Culturale della Corona d'Argento dalla Repubblica di Corea per il suo contributo allo scambio culturale. Oggi, Chin Jukan XV porta avanti questa eredità, coniugando tradizione e innovazione.

La decorazione della ciotola raffigura i Sette Fiori d'Autunno (Aki no Nanakusa) – campanula, trifoglio arbustivo, patrinia, garofano, kudzu, erba della pampa e ginestra – motivi celebrati nella poesia classica per la loro capacità di evocare una bellezza effimera. Il disegno, realizzato con raffinati smalti a soprasmalto e delicate decorazioni in oro, è un esempio dello stile Shiro Satsuma, apprezzato per la sua morbida smaltatura avorio e i dettagli intricati.

Raffinata e al contempo contemplativa, questa ciotola da matcha incarna l'essenza della ceramica Satsuma: un dialogo tra resistenza e fragilità, tra maestria artigianale e la quieta eleganza del tempo.

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